La spezieria della SS. Annunziata descritta in un inventario tra ‘600 e ‘700

Nella Memoria Miseranda del padre Costantino Battini († 1832), scritta al tempo del ripristino della comunità della SS. Annunziata dopo le soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, si ricorda quando ebbe fine, con la sua ‘privatizzazione’, la farmacia conventuale:

“Riguardo a questo convento della SS. Annunziata, essendo questa una chiesa parrocchiale, fu a norma dei regolamenti assegnata al paroco una porzione di convento per abitazione sua, de’ suoi coadiutori e dei serventi. Per questa ragione la chiesa e le sagrestie furono lasciate alla custodia del paroco; e per abitazione gli fu assegnato il dormitorio detto dell’infermeria” e altri dormitori, ad eccezione” di vari ambienti e di “tutto il quartiere sopra la porta grande del convento, che lo speziale fra Bartolommeo Zuccagni [† 1819] ha fatto distaccare violentemente dal resto perché servisse di sua abitazione e per uso della spezieria che aveva comprato dagli usurpatori francesi in questo tempo che a nome di Napoleone governava la Toscana Elisa Baciocchi”.

Era, questa spezieria, una delle “officine” più note del convento, con una sua bottega aperta al pubblico, ed era formata da stanze belle e decorate con vasi di maiolica, vetrerie, mobili, banconi e armadi, quadri, libri e altro, come si legge in un inventario di fine ‘600-inizio ‘700 , del quale riportiamo una parte:

“Spezieria – Nel vestibolo

2 tavolini di noce
1 tavola di noce tonda con suo stipetto di noce in camera del padre teologo Roboredo [Giulio Antonio, † 1728]
6 sedie di vacchetta dorate, anzi quatro
10 sgabelloni dipinti e dorati sopravi le statue di gesso
5 pezzi di quadri con le cornici filettate d’oro, cioè 3 grandi in uno dei quali v’è la Visione di Giacobbe della Santa Scala, nel secondo Il viaggio de’ Tre Magi, nel terzo Il sacrifizio d’Abramo, due più piccoli, cioè la Santissima Annonziata e l’Angiolo
2 tavolette con le cornici entrovi l’armi d’uomini illustri del nostro ordine, vi sono
4 tavole grandi entrovi l’arme d’homini illustri
5 cassettoni di noce a tre tirafori [cassetti] con palle di ottone anzi due, si levorono

Nella bottega

106 vasi di maiolica grandi, tra questi vi sono di meno 12 quali sono rotti, anzi 45
88 altri minori tra questi ne sono rotti 71, anzi 72
27 altri maggiori sopra i cornicioni, tra questi ne sono rotti due, anzi 29
53 nasse, altre grandi altre piccole, anzi 35 [piccole ampolle di vetro con apertura a beccuccio, per conservare i liquidi volatili]
43 boccie, altre grandi altre piccoli, anzi 20
131 vasi di vetro di diversa grandezza
7 fiaschi di vetro senza veste, anzi vestiti rotti
25 tazze di maiolica, rotte eccetto 6
2 vasi da teriaca [preparato polifarmaco, considerato panacea universale], un grande e un piccolo
2 cucchiai d’argento
2 vasi d’argento per le medicine, uno per le bevande ed un altro per i bocconi
85 barattoli da conserve di terra, anzi 108, vanno e vengano
<15 vasi di vetro con un coperchino simile> questi non ci sono
7 bicchieri grandi da sangue
22 scatole grandi sopra i cornicioni, ovate, anzi 20
93 rotonde, anzi 81
4 urbe di legno su le contonate di cornicioni

Diversi libri di medicina

Avvertimenti del Melichio [Georg Melich, Auuertimenti nelle compositioni de' medicamenti per vso della spetiaria ...], 1620, Venezia, Francesco Brogiolle, 4°
Ricettario fiorentino, 1623, Firenze, Pietro Cecconcelli, fol.
Tariffa e prezzi del Medicinale di Firenze, 1593, Firenze, Giorgio Marescotti, fol. [era un tariffario e prontuario ufficiali]
La farmacopea di Giuseppe Quercetano [Joseph Du Chesne], 1655, Venezia, Guerigli, 4°
Antidotario Romano d’Ippolito Ceccarelli, 1654, Venezia, Francesco Brogiollo, 4°
Teatro Farmaceutico di Giuseppe Donzelli 1686, Venezia, Paolo Baglioni, 4°
Osservazioni di Girolamo Calestani, 1655, Venezia, Giunti, 4°
Discorsi del Mattioli in Dioscoride senza principio, fol. [I discorsi di m. Pietro Andrea Matthioli nelli sei libri di Pedacio Dioscoride Anazarbeo della materia medicinale = è un erbario e un trattato botanico-farmacologico]

| 1 coccodrillo [morsa?] con 2 rampini di ferro appeso al ferro grande
1 paro di bilance d’ottone col suo ferro e cassetta di noce
Diversi pesi d’ottone
1 di libbra
2 di 6 oncie
2 di 2 oncie
1 di 3 oncie
2 di un’oncia
2 di mezza oncia
9 danari o scropoli [scrupolo = unità di misura e ponderale] di diversa grandezza
2 para di bilancine d’ottone per i danari con i suoi pesi
1 banco di noce con 2 palle d’ottone e serratura
7 armadi di noce con suo sportelli, toppa, chiave, una comune a tutti; 2 palle d’ottone per ciascheduno
1 armadio pur di noce per le cose preziose con suo sportello e serratura propria e palla d’ottone
4 armadi di noce senza sportelli, anzi ci sono
4 cassette da basso in giro con sua palla d’ottone
15 armadini piccoli da basso in giro con 22 palline d’ottone
32 cassettine con sue palle d’ottone per la lunghezza degli armadi
1 tavola di noce ottangola
2 sgabelli di noce con spalliera ordinaria
1 seggiola bassa a braccioli di vacchetta
1 tavolino di noce con viti ottone
1 tavoletta di noce piantata nel muro sotto la finestra, anzi due
2 tende turchine col suo ferro alle finestre
1 immagine della Beata Vergine in gesso col Bambino Gesù con le loro corone di latta
6 pezzi di quadri con le cornici filettate d’oro grandi
1 caldaia di rame da confetti grande
2 lucerne d’ottone grandi, una all’usanza e l’altra a candelliere
1 viticci con il lamparino d’ottone per tenere il lume alla Beata Vergine

Stanza dell’Acque

1 armadio grande d’albero con 2 palle d’ottone e sua serratura
1 tavola di noce
2 casse d’albero
1 armadio d’albero piantato nel muro con sua serratura
1 sedia di noce
1 sgabello di noce
1 tavola di marmo incassata nel noce e traversa pur di noce
1 mortaio grande di marmo con pestello di legno
1 mortaio di bronzo con pestello di ferro
1 tagliatoio di ferro con sua cassetta
1 cappellinaio d’albero con 5 pioli
5 stacci di diversa grandezza con suoi coperchi
30 scatole diverse
5 mortaini d’ottoni con suoi pistelli simili, anzi quattro, anzi 3, 1706
1 strettoio d’ottone piccolo
| 11 vasi di maiolica di diversa grandezza
13 fiaschi di vetro grandi spogliati di diversa grandezza
24 cappelletti di vetro di diversa grandezza
22 pezzi diversi di vetro, cioè stillatoi, storte e cappelli piccolini
253 fiaschi a gelosia, tra questi n’è rotti 3
1 crocifisso di legno su croce simile
25 fiaschi vestiti parte segnati e parte non segnati +++ T
7 spatole, 5 d’ottone e 2 di ferro, anzi 3 d’ottone e 4 di ferro
1 mescola d’ottone
1 catino di rame
1 annaffiatoio di rame
5 catinelle di maiolica
2 scodelline
2 sistole d’ottone
1 tondo di stagno
Si trova di più nella stanza dell’acqua un S. Filippo Benizi in tela con cornice nera piena”.

La spezieria aveva anche una cucina contenente campane, calderotti, romaioli, un “beveratorio di rame da vino”, tamburlani, stadere, fornelli, caldani, asce, martelli, grattugie, feltri, stamigne “2 gabbie di fune per l’olio di mandorle dolci”, vagli, “2 orinali per lo stillatoio”, canne da “serviziali” (clisteri), “un profumiere grande di rame intagliato”, la tenda grande per il camino turchina e altri oggetti d’uso.
La cantina conteneva, tra le varie cose, fiaschi, orci, uno strettoio, un mortaio e una tinozza.
Il terrazzo presentava un armadio e scaletta.
Le camere si trovavano: una prossima al terrazzo, munita di letto, materasse, eccetera e l’altra prossima alla bottega, anch’essa con il letto, materasse, diversi mobili, un altarino e “2 quadretti senza cornice in tela, cioè la SS. Trinità e la Beata Vergine Addolorata”.

Due frati conversi in generale erano addetti alla spezieria della SS. Annunziata, il titolare e l’assistente. Quelli che sottoscrissero il nostro inventario, compilato e aggiornato dal padre massaio pro tempore tra 1696 e 1708, furono i frati Antonio M. Parmini a nome di fra Pietro Nesti impedito alla firma dal tremore alle mani († 1707), Damiano Adeodato Parmini († 1719) e Umiliato Galli († 1727).

Paola Ircani Menichini, 16 ottobre 2026. Tutti i diritti riservati.




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